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LA CHITARRA HAWAIIANA LAP STEEL

Negli ultimi anni sono iniziate a ricomparire, prima in sordina ed in seguito con forza ed interesse sempre crescente da parte dei musicisti, delle chitarre scomparse da più di settant'anni.
Il merito di tale riscoperta, se in questo modo possiamo definirla visto che, in effetti, tali strumenti non sono mai completamente spariti ma solo "dimenticati" dai più, è dovuta all'interesse verso questo particolare tipo di chitarra da parte di musicisti sempre più famosi (il più famoso tra questi, sicuramente, Ben Harper) che con l'utilizzo hanno ridato visibilità a questo tipo di chitarre.
In effetti, come già detto, questi strumenti non sono mai spariti anche se approssimativamente dal 1930 i principali liutai e artefici dell'evoluzione della chitarra lap-steel acustica cessarono la produzione.
Gli strumenti inoltre, con l'avvento dei sistemi di amplificazione, sono stati pressoché totalmente sostituiti nell'uso comune dalle chitarre dobro nel campo della musica acustica e dalle lap-steel elettriche, che mai hanno cessato di vivere e spopolare nei gruppi country, bluegrass, o blues-oriented.

Che fine hanno fatto in tutti questi anni le chitarre acustiche Hawaiane Lap-Steel?

Se si eccettua l'interesse di pochi estimatori e l'uso da parte di un ristretto numero di musicisti, per lo più relegati ai generi folcloristici o di scarsa diffusione, tali strumenti acustici, con le loro enormi potenzialità espressive, passarono completamente nel dimenticatoio, ovvero dalla gloria delle esposizioni dei primi anni del 900 alle cantine, dai musicisti ai rigattieri, dai rigattieri ai pochi fortunati (e lungimiranti) collezionisti.

Ma cosa è in realtà una chitarra lap-steel acustica?

Le Weissenborn, visto che in tale modo vengono comunemente indicate, prendendo il nome dal loro più famoso costruttore, sono in effetti delle chitarre acustiche a tutto tondo, concepite per essere suonate tramite una barra di metallo o tone bar, piena e pesante, in posizione orizzontale; pensate per stare ergonomicamente e comodamente appoggiate sulle ginocchia del musicista, da cui il termine Lap-Steel.
Questo stile di suono con accordatura aperta, tipico della musica Hawaiana, agli albori del suo concepimento era solito essere praticato su chitarre acustiche normali, opportunamente modificate rialzando le corde sulla tastiera, o sulle prime chitarre acustiche squareneck o "a collo squadrato".

L'intuizione di un liutaio europeo immigrato in America alla fine dell'ottocento, Chris J. Knutsen, che trasferì negli studi sulla forma e sulla struttura della chitarra Hawaiana le esperienze maturate nella costruzione di chitarre arpa, fu la consapevolezza dell'inutilità, per quel particolare stile di suono, di alcune elementi peculiari della chitarra sino ad allora comunemente nota.
L'operazione eseguita nell'evoluzione dalle ottocentesche chitarre arpa alla nova famiglia delle Lap-Steel acustiche fu una essenziale sintesi e esaltazione delle caratteristiche dello "strumento chitarra".

La chitarra acustica sino ad allora da tutti conosciuta fu spogliata e rivestita di nuove forme e concetti: il manico in quanto tale sparì diventando contemporaneamente cassa e punto di appoggio stabile per lo strumento, le corde vennero sollevate all'estremo per facilitare l'uso della barra in metallo e incrementare il sustain delle note, la tastiera divenne una semplice indicazione per il musicista, la cassa acustica venne ampliata in volume prendendosi tutto lo spazio sino ad allora occupato dal manico…
Nacque così uno strumento nuovo; chiaramente figlio della chitarra, visibilmente simile e identificabile con essa ma allo stesso tempo profondamente e sostanzialmente diverso.

Nell'osservare una Weissenborn la prima cosa che salta agli occhi è la sua diversità da una chitarra acustica ma altrettanto logica è l'appartenenza dello strumento alla sua famiglia, sentendola suonare con maestria ci si rende conto di tutta la logicità presente nelle sue diversità.

EVOLUZIONE DELLA CHITARRA HAWAIIANA LAP STEEL

La storia della chitarra Hawaiana non inizia, come tutti potrebbero pensare, sulle spiagge delle calde isole tropicali ma nell'estremo nord dell'America, sulle calme sponde dello Union Lake, nella fredda e piovosa Seattle, sede nel 1909 della AYP Exposition (Alaska Yukon Pacific Exposition, Seattle: 1 Giugno-16 Ottobre 1909).

Nel contesto della fiera, all'interno del padiglione dedicato all'arte ed alla musica delle isole Hawaii, l'America prende per la prima volta coscienza dell'esistenza di un nuovo modo di suonare la chitarra, utilizzando accordature aperte con una barra di metallo (Tone Bar) che, opportunamente poggiata sulle corde, permette di eseguire melodie con una sonorità sino ad allora sconosciuta.
I virtuosismi alla chitarra dei musicisti Hawaiiani destano scalpore tra gli addetti ai lavori e i giornalisti dell'epoca, facendo attraversare alla particolare tecnica un buon ventennio di gloria, con la nascita di diverse scuole che ne insegnano la tecnica (specialmente a Los Angeles che diventerà la capitale del genere) e molteplici pubblicazioni discografiche sul genere.

È da notare e sottolineare come, sino a quel momento, esistesse unicamente una tecnica Hawaiana di suono della chitarra ma non ancora uno strumento concepito per essere suonato solo con quella tecnica.

I musicisti suonavano infatti utilizzando le prime chitarre acustiche con corde in metallo, che proprio in quel periodo iniziarono a diffondersi e svilupparsi, opportunamente modificate, allontanando le corde dalla tastiera tramite la sostituzione del capotasto superiore con uno opportunamente sovradimensionato, o con l'inserimento di un nut-extender, ovvero una placca in metallo a V che veniva posizionata a cavallo del capotasto aumentandone l'altezza senza essere obbligati a modificare strutturalmente la chitarra.

A quel tempo a Seattle esercitava la sua professione di liutaio un emigrato di origine Norvegese, Chris J. Knutsen, specializzato e depositario di diversi brevetti per la costruzione di chitarre-arpa, che, come tutti gli addetti del settore, rimase molto colpito dalla tecnica dei musicisti Hawaiiani.
Al suo stupore per tale tecnica si associava la consapevolezza per il fatto che, al tempo, non esistesse nessuno strumento pensato e concepito strutturalmente per essere suonato unicamente con la tecnica Lap-Steel.
Gli studi di Knutsen da quel momento in poi si concentrarono quindi nella realizzazione di uno strumento adatto all'esecuzione di brani con la tecnica Hawaiana e per essa unicamente concepito.

Facilitato nel compito dalla sua esperienza nel campo delle chitarre/arpa, progettò e costruì quella che si può considerare l'antenata delle attuali chitarre Hawaiane ovvero la Chitarra Convertibile (Convertible Guitar) che, successivamente, sulla base dei suoi studi, prendendo il nome dalla marca del principale distributore del tempo, si evolse nella Kona Style Guitar.

Gli studi di Knutsen partivano dalla consapevolezza che, in virtù della particolare tecnica con cui venivano eseguiti i brani, il manico della chitarra così come era stato sino ad allora concepito e realizzato per lo stile "Spagnolo" non avesse più senso.
Concepì quindi una chitarra con cassa sovradimensionata, manico che attaccava alla stessa al settimo tasto e non al dodicesimo e che poteva, con una veloce ed opportuna regolazione, essere suonata con tecnica Hawaiana o Spagnola.
Questa convertibilità dello strumento diede il nome alla chitarra, che appunto venne battezzata "Convertible".
Questo è, storicamente, il primo esempio di chitarra concepita e dedicata alla suddetta tecnica.

Nella storia dell'evoluzione di questo tipo di strumento possiamo quindi stabilire una cronologia che parte dalle Convertible Guitar (di Knutsen) alle Kona Style Guitars, passando per la creazione, sempre da parte di Knutsen, della New Hawaiian Family, le cui successive evoluzioni (Hermann Weissenborn) crearono infine gli standard attuali delle Hawaiian Lap-Steel Guitars.

CONVERTIBLE GUITAR

La chitarra convertibile pensata e costruita da Knutsen è la diretta antenata delle Kona Style che attualmente si conoscono: le sostanziali differenze sono nell'attacco del manico alla cassa armonica, che è costituito da una serie di staffe metalliche che permettono di regolare l'inclinazione del manico e, di conseguenza, l'action dello strumento.
La tastiera non è ancora diventata del tipo non-fretted (ovvero senza i tasti in metallo) poiché la chitarra doveva, a scelta del musicista, poter essere regolata per suonare, con la tecnica Spagnola o Hawaiana.

L'elaborazione del progetto e la costruzione dei primi modelli di chitarra convertibile avviene a cavallo dello stesso anno dell'AYP Expo e si protrasse sino al 1914.

KONA STYLE GUITAR

La Kona Style e la diretta e più stretta antenata di tutte le Weissenborn Style Guitars, che sono l'attuale e definitivo standard evolutivo per le chitarre Lap Steel acustiche; tanto che esse vengono generalmente indicate con il nome di Weissenborns per indicarne il tipo.
È una chitarra dalla cassa acustica molto più ampia delle future discendenti, con manico classico con sezione a V che attacca alla cassa al settimo tasto e tastiera ancora fornita di tasti in metallo.

NEW HAWAIIAN FAMILY

Sotto questo nome parte la produzione di Knutsen nel periodo tra il 1914 e il 1930.
Conscio della potenzialità degli strumenti e del fiorente mercato nel sud degli USA il liutaio si trasferisce a Los Angeles dove ridimensiona la sua produzione di chitarre/arpa per dedicarsi prevalentemente alla produzione di chitarre Hawaiane, di cui sopravvivono attualmente diversi modelli, sotto la denominazione di "New Hawaiian Family".
In questi modelli, per cui effettivamente non si può individuare una vera e propria linea produttiva con caratteristiche univoche o costanti, specialmente in quelli più complessi, il liutaio riversa le esperienze maturate nella costruzione delle chitarre/arpa: sono presenti esempi di modelli con doppia cassa tonale e bassi aggiuntivi oltre le sei corde, tipici delle chitarre arpa.
Iniziano a comparire le prime chitarre interamente Hollw Neck, in cui il manico, che diventa parte della cassa di risonanza, e la tastiera non-fretted rendono impossibile qualsiasi uso che non sia quello con tecnica Lap-Steel.

LA PRODUZIONE DI HERMANN WEISSENBORN

Il nome Weissenborn è strettamente connesso alla chitarra lap steel come indicazione precisa di genere e forma strutturale.

Le chitarre di Hermann Weissenborn, liutaio americano di origine tedesca, che inizia la sua produzione nel 1914 sulla scorta di possibili ma non ufficialmente documentati contatti con lo stesso Knutsen, segnano il picco evolutivo e di diffusione commerciale della Lap-Steel Hawaiana acustica.

In realtà egli non propone niente di nuovo per il suo tempo, ovvero niente che non si sia già precedentemente visto nella contemporanea e vastissima produzione Knutsen, che è in realtà, come precedentemente visto, il vero e proprio inventore di questo genere di strumento, ma, allo stato attuale dei fatti, saranno proprio le sue chitarre a dettare quelli che saranno i futuri, ed attuali, standards del genere, creando una serie che, a tutt'oggi, è considerata il top per gli estimatori di questi strumenti.

Weissenborn ha infatti il merito di avere le idee molto chiare su cosa desideri da questo tipo di strumento e mette fine alle sperimentazioni sui materiali fatte da Knutsen (che aveva utilizzatole forme ed i materiali più disparati per la realizzazione dei manici e delle casse armoniche) privilegiando e utilizzando nella sua produzione unicamente il legno di Koa (legno della familgia delle acacie tipico delle Hawaii) per tutte le parti della chitarra.
Utilizza uno shape definitivo, quasi certamente frutto di studi sulla forma delle chitarre di Knutsen, che prevede una chitarra completamente "Hollow Nech", ovvero a "collo vuoto", con cassa acustica che termina al primo tasto della tastiera.
La tastiera, anch'essa in Koa e completamente non-fretted, con intarsi in legno per segnare i tasti e marcatori di tasto in madreperla, diventa elemento decorativo e funzionale al tempo stesso.
Il ponte assume la classica e definitiva forma ad "ali di pipistrello" con osso in metallo.
Vengono inoltre introdotti una serie di rinforzi strutturali e l'X-bracing, che consentono l'uso di corde di metallo di elevato spessore permettendo di aumentare notevolmente la potenza acustica degli strumenti.
Alla produzione delle proprie "Weissenborn Style" il liutaio associa la produzione per terzi delle Kona Style che vengono distribuite da Charles DeLano (sotto il marchio Kona appunto).

La produzione Weissenborn di chitarre Hawaiane comprende sostanzialmente quattro modelli denominati, appunto, Style 1, Style 2, Style 3, Style 4.

I quattro modelli non differiscono tra loro per caratteristiche tecnico/costruttive, di diapason o di forma e misure della cassa acustica, quanto per gli ornamenti, le finiture di diverso livello e la più o meno accurata scelta della qualità e della figura dei legni.

Si parte infatti dalla Style 1, il modello più economico e privo di qualsiasi orpello, con nessun binding e tastiera scarna con semplici pallini di madreperla sulle note principali e nessun mosaico alla bocca della cassa ma tre semplici linee concentriche, alla Style 4 che abbonda di intarsi e di "rope binding" (ovvero un binding che ricorda una corda alternando elementi chiari e scuri diagonali) su cassa, paletta, tastiera e bocca della cassa.
La Style 2 sfoggiano invece un sobrio binding in celluloide nera e il classico rope binding al foro della cassa acustica.
La Style 3 è un modello intermedio, anch'essa col rope binding (però solo sulla tavola armonica e non sul fondo), tra la Style 2 e la Style 4.

A questi modelli si aggiungono le cosiddette Teardrops, prodotte nel periodo in cui questo tipo di chitarre iniziavano a perdere popolarità, ovvero quando la concorrenza delle resofoniche divenne pressante.
Sono caratterizzate dalla semplice forma a lacrima e prodotte unicamente nella variante di finiture delle "Style 1".

Queste famiglia di chitarre è considerata la massima espressione delle Hawaiian Lap Steel Guitars, malgrado non presentino niente di nuovo o originale, che non sia una forte codifica e caratterizzazione dell'estetica, rispetto a quelle concepite da Knutsen nella sua "New Hawaiian Family".


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